La Cella di Seta, io e Marco Polo
Genova, 1298. Tra le mura del carcere medievale di Palazzo San Giorgio, un viaggiatore e uno scrittore si incontrano: il viaggiatore ha una storia da raccontare, lo scrittore la tecnica per scriverla.
Prendendo le mosse dalla verità storica dell’incontro tra Rustichello da Pisa e Marco Polo, La Cella di Seta si evolve in un racconto avventuroso e poetico sulla forza vitale e consolatrice delle storie.
Dal primo preistorico graffito inciso in una caverna alle scritte dei condannati in tutte le carceri del mondo, lasciare un segno di sé, raccontare la propria storia ha sempre voluto dire salvarsi. E salvare. Succede anche a Rustichello che di notte, dal fondo della sua cella, ascolta quel veneziano farneticante, in preda alla febbre, parlare di terre sconosciute, di creature mai viste e di altre meraviglie. Quel racconto lo libera. Lo porta oltre le mura del carcere, facendogli vivere da fermo il “più grande viaggio di tutti i tempi”.
Con l’interpretazione di Francesco Gerardi e le musiche dal vivo di Giorgio Gobbo a raccontare la vicenda dei due prigionieri, prende vita in scena quello che potremmo definire il prequel del racconto di Marco Polo che trova in Rustichello, scrittore fallito, il miglior compagno di viaggio possibile: scrivendo su fogli di fortuna durante la lunga prigionia che hanno condiviso, lo salva per sempre dall’oblio della dimenticanza.
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Credits
Autori Marco Gnaccolini e Alberto Rizzi
Con Francesco Gerardi
Regia Alberto Rizzi
Musiche composte ed eseguite dal vivo Giorgio Gobbo
Luci e fonica Christian Reale
Produzione Ippogrifo Produzioni
In In coproduzione con Boxer Teatro
Distribuzione Grufo e Grufo
Foto (Francesco Gerardi) di Jonny Zanoletti














